Tre tazze di caffè per una degustazione di caffè a casa

Come organizzare una degustazione di caffè a casa: confronta 3 caffè e scopri cosa ti piace

Capire che un caffè ci piace è facile. Più difficile è spiegare perché: può essere il corpo, la dolcezza, un aroma particolare oppure il modo in cui il gusto rimane dopo l’ultimo sorso.

Una piccola degustazione a casa può aiutare a scoprirlo. Non servono competenze professionali né bisogna riconoscere aromi complicati: bastano tre caffè abbastanza diversi, preparati nello stesso modo, e qualche appunto preso durante l’assaggio. L’obiettivo non è stabilire quale sia il caffè migliore, ma capire meglio quale tipo di caffè piace a noi.

Scegli 3 caffè abbastanza diversi

Tre caffè sono un buon punto di partenza per una degustazione domestica. Permettono un confronto reale senza rendere difficile ricordare le differenze tra una tazza e l’altra.

Il confronto rende infatti l’assaggio molto più semplice. Senza esperienza può essere difficile stabilire se un caffè abbia molto corpo in assoluto; mettendo tre tazze una accanto all’altra è più facile accorgersi che una sembra più piena, una più leggera e una intermedia.

Per rendere interessante l’esperimento conviene scegliere caffè con caratteristiche sufficientemente diverse. Puoi confrontare tre origini differenti, tre profili sensoriali lontani tra loro oppure tre miscele volutamente diverse. Non è necessario conoscere in anticipo tutte le loro caratteristiche. Può essere anzi interessante leggere le note aromatiche indicate sulla confezione soltanto dopo il primo assaggio, per non lasciarsi condizionare da ciò che ci si aspetta di trovare.

Preparali tutti nello stesso modo

Per capire davvero le differenze tra i caffè bisogna ridurre, per quanto possibile, tutte le altre variabili. Se cambiano contemporaneamente quantità, acqua, macinatura o metodo di preparazione, diventa difficile capire da cosa dipendano le sensazioni percepite. Non serve adottare un protocollo professionale. Puoi utilizzare il metodo che conosci già, cercando semplicemente di mantenerlo uguale per tutti e tre i caffè.

Dovrebbero rimanere il più possibile costanti:

  • quantità di caffè;
  • quantità e tipo di acqua;
  • macinatura;
  • temperatura dell’acqua;
  • metodo e tempi di estrazione;
  • tipo di tazza.

Per il primo assaggio è preferibile evitare zucchero, latte o altri ingredienti. Potrai aggiungerli in seguito, ma inizialmente è utile confrontare i caffè senza elementi che ne modifichino il gusto.

La regola è semplice: se cambiano le condizioni di preparazione, non stiamo più confrontando soltanto i caffè.

Assaggia e confronta: cosa osservare

Quando le tre tazze sono pronte, evita di decidere subito quale sia la preferita. Prima prova a descrivere quello che percepisci; soltanto dopo valuta quanto ti piace.

È un principio utilizzato anche nell’analisi sensoriale del caffè: descrizione e preferenza sono due momenti diversi. A casa possiamo tradurlo in una regola molto semplice: prima “cosa sento?”, poi “quanto mi piace?”. Comincia dall’aroma. Annusa le tre tazze e prova a individuare categorie semplici: cioccolato, frutta, frutta secca, fiori, spezie oppure note tostate. Non devi essere più preciso del necessario. Se una tazza ti ricorda maggiormente la frutta e un’altra il cacao, hai già trovato una differenza utile. Passa poi alla dolcezza. Quale dei tre caffè ti sembra naturalmente più dolce o morbido, anche senza zucchero? Osserva quindi l’acidità. Una tazza appare più fresca e vivace, mentre un’altra risulta più morbida? In questa fase non devi decidere se sia un pregio o un difetto: interessa soltanto capire quanto la percepisci.

Fai lo stesso con l’amarezza. In quale caffè è più evidente? In quale rimane più delicata? Per valutare il corpo, chiediti quale tazza sembri più piena e consistente in bocca e quale invece più leggera. Infine considera la persistenza. Dopo il sorso, il gusto scompare rapidamente oppure rimane? Quale dei tre caffè continua a farsi percepire più a lungo? Non devi indovinare la risposta giusta. L’obiettivo è costruire dei riferimenti personali che rendano più facile confrontare una tazza con l’altra.

Riassaggiali mentre si raffreddano

La degustazione non termina con il primo sorso. Lascia riposare le tazze per qualche minuto e torna ad assaggiarle quando il caffè è diventato tiepido.

La temperatura influenza la percezione sensoriale e alcune caratteristiche possono diventare più facili da riconoscere quando la tazza si raffredda. Non serve misurare i gradi: basta confrontare gli stessi caffè in due momenti diversi. Il caffè che preferivi da caldo è ancora il tuo preferito da tiepido? È comparso qualche aroma che prima non avevi notato? Le differenze tra le tre tazze sono diventate più evidenti?

È un piccolo esperimento utile proprio perché permette di verificare se la prima impressione rimane invariata.

Annota le impressioni e scopri il tuo gusto

Affidarsi soltanto alla memoria rende difficile confrontare tre caffè. Una scheda molto semplice permette invece di osservare, alla fine della degustazione, quali caratteristiche ritornano nelle tazze che abbiamo preferito.

Non occorrono punteggi professionali. Puoi utilizzare una scala da 1 a 5 per indicare quanto percepisci ogni caratteristica, mentre per gli aromi puoi annotare liberamente le sensazioni o i richiami che riconosci.

CaratteristicaCaffè ACaffè BCaffè C
Aromi percepiti
Dolcezza1–51–51–5
Acidità1–51–51–5
Amarezza1–51–51–5
Corpo1–51–51–5
Persistenza1–51–51–5
Quanto mi piace1–51–51–5

Nelle prime righe 1 significa poco percepibile e 5 molto percepibile. Non significa cattivo o buono. Soltanto l’ultima riga misura il gradimento personale. Alla fine non guardare soltanto quale tazza ha ottenuto il voto più alto. Chiediti soprattutto che cosa hanno in comune i caffè che ti sono piaciuti.

Potresti scoprire di preferire caffè morbidi, con acidità contenuta e richiami al cioccolato. Oppure profili più vivaci, aromatici e fruttati. Non serve arrivare a una definizione perfetta: basta individuare una direzione che possa guidare le scelte future.

Una degustazione Campetelli da provare a casa

I caffè monorigine si prestano bene a questo tipo di confronto perché possono offrire profili sensoriali molto diversi tra loro. L’obiettivo non è studiare le singole origini, ma scegliere tre tazze capaci di mettere in evidenza sensazioni differenti.

Un possibile percorso Campetelli può partire da queste tre referenze. Se vuoi fare il primo assaggio senza lasciarti influenzare dalle descrizioni, fermati ai nomi dei caffè e torna a leggere le caratteristiche soltanto dopo aver compilato le tue prime impressioni.

Brasile Moca Caracolito
Ha un corpo leggero-medio, acidità contenuta e note che richiamano cacao, cioccolato fondente, mandorla, malto e vaniglia. Nel confronto rappresenta il riferimento più morbido e permette di osservare con facilità dolcezza e note vicine al cacao e alla frutta secca.

Guatemala Maragogype
Introduce un carattere più vivace, con acidità media e richiami a frutta, agrumi canditi, cacao e mandorla. Accanto al Brasile permette di capire quanto una componente più fresca e fruttata influenzi il proprio gradimento.

India Monsooned Malabar
Porta il confronto verso un profilo ancora diverso, caratterizzato da morbidezza, aroma intenso, note speziate e buona persistenza. È utile per valutare quanto spezie, intensità aromatica e durata del gusto incidano sulla preferenza finale.

Non è necessario che uno dei tre “vinca”. Il vero risultato della degustazione è capire perché una tazza ci attira più delle altre.

La prossima tazza sarà una scelta più consapevole

Dopo una degustazione di questo tipo probabilmente non saprai descrivere un caffè come un assaggiatore professionista, ma non è questo l’obiettivo. Avrai invece imparato a riconoscere alcune differenze e, soprattutto, a capire quali tendono a farti preferire una tazza rispetto a un’altra.

Da quel momento scegliere un nuovo caffè diventa più semplice. Se hai scoperto di cercare più corpo, maggiore dolcezza oppure profili più vivaci e aromatici, puoi usare queste informazioni per orientarti nella scelta del caffè in base ai tuoi gusti.

Il passaggio importante è già avvenuto: non soltanto “questo caffè mi piace”, ma “ho cominciato a capire cosa mi piace nel caffè”.

FAQ

Quanti caffè servono per una degustazione a casa?

Tre caffè sono un buon punto di partenza. Permettono di creare un confronto abbastanza chiaro senza rendere difficile ricordare le differenze tra una tazza e l’altra. L’importante è scegliere caffè sufficientemente diversi da rendere percepibili le caratteristiche di ciascuno.

Bisogna bere acqua tra un caffè e l’altro?

Può essere utile bere un piccolo sorso d’acqua naturale tra un assaggio e l’altro, soprattutto se i caffè sono molto diversi o particolarmente intensi. Serve semplicemente a riportare il palato verso una condizione più neutra prima di passare alla tazza successiva.

Si può fare una degustazione anche con moka o macchina espresso?

Sì. Non è necessario utilizzare un metodo professionale: puoi degustare i caffè con il sistema che usi normalmente a casa. L’aspetto fondamentale è preparare tutte le tazze nelle stesse condizioni, mantenendo il più possibile costanti dose, acqua, macinatura e tempi di estrazione.

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